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Commemorazione dei 13 Martiri Giuglianesi

Stamattina Giugliano si è fermata per ricordare. In piazza, davanti ai cittadini, alle istituzioni e alle associazioni, si è celebrata la memoria dei 13 martiri giuglianesi, uccisi dai nazifascisti il 30 settembre 1943. Un sacrificio che non appartiene solo al passato, ma continua a parlare al presente. La cerimonia è stata intensa, partecipata, attraversata dalle voci dei bambini e dei ragazzi delle scuole. E proprio a loro si è rivolta la consigliera Ilaria Fasano, con parole che hanno un peso oggi più che mai: “Ricordare è un dovere.  Quando bambini e ragazzi ascoltano la storia, la fanno propria.  Quando la memoria passa attraverso le loro voci, diventa responsabilità collettiva.  In un mondo in cui le guerre continuano a colpire innocenti — a Gaza, in Ucraina, e in tanti altri luoghi dimenticati — educare alla memoria significa educare alla pace.  Non possiamo restare indifferenti.” Il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Guarino, ha voluto ringraziare con calore tutte le scuole, dalla Costa al Centro, i docenti e gli studenti che hanno reso viva la commemorazione: “La loro presenza è la prova che la memoria si trasmette, si rinnova, si fa comunità. Ed oggi più che mai è importante che i giovani, il nostro futuro, ricordino sempre chi, anche da cittadino comune, è diventato simbolo di resistenza popolare e della dignità di una città che non ha piegato la testa”. Anche la vicesindaca Bianca Perna ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “Questo è il tempo della memoria, ma anche della responsabilità. Come amministrazione abbiamo il dovere di dare fiducia ai giovani e di mostrare con il nostro esempio che il sacrificio dei martiri può diventare seme di cambiamento e di vita migliore per tutti”. Il consigliere comunale Adriano Castaldo ha ribadito l’importanza di coltivare la memoria come fondamento della democrazia e della libertà. Ha sottolineato che ricordare i martiri significa difendere ogni giorno i valori della giustizia, della partecipazione e della dignità umana. Il corteo, partito da Piazza Matteotti e giunto fino a Piazza Annunziata, ha unito simbolicamente la città nel ricordo. Un gesto semplice, ma potente: camminare insieme per non dimenticare.

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